Nassiriyah. Dall’attentato alla ricerca della verità: memoria, ferita e dovere civile
- Francesco Carbone

- 7 ore fa
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La mia recensione di un libro che non è solo una lettura, ma un richiamo alla coscienza nazionale
Ci sono libri che si leggono. E altri che si portano dentro.
“Nassiriyah. Dall’attentato alla ricerca della verità” appartiene alla seconda categoria.È un libro che mi è stato regalato da un amico che stimo profondamente: Luigi Bertolli, consigliere di zona degli Alpini.È stato il suo dono di compleanno, un gesto che ho percepito come un invito, quasi un mandato morale: “Leggilo, e ricordati.”
Perché Nassiriyah non è solo una tragedia.È un capitolo della nostra identità nazionale.
Nassiriyah: la ferita che non guarisce
Il 12 novembre 2003 non è una data come le altre.È la mattina in cui un camion bomba ha spezzato le vite di 19 italiani — carabinieri, militari, civili — impegnati in una missione di pace.Persone che stavano servendo l’Italia con onore, responsabilità e spirito di sacrificio.
Questo libro ha il merito di fare ciò che troppo spesso la memoria pubblica non riesce più a fare:riportare le persone al centro della storia.
Nomi, volti, testimonianze, attimi.Non numeri.Non statistiche.Uomini veri, missioni vere, doveri veri.
Un libro che cerca la verità, non la retorica
L’autore non scrive per dare conforto.Scrive per ricostruire.Scrive per capire.Scrive per non permettere che la polvere del tempo ricopra una vicenda che ancora oggi pone domande pesanti:sulla sicurezza, sulla gestione della missione, sulle responsabilità politiche, sulle comunicazioni, sulle omissioni, sulle scelte.
Non è un libro contro lo Stato.È un libro per lo Stato.
Perché un Paese è forte non quando evita le sue ombre,ma quando ha il coraggio di affrontarle.
E questo testo lo dimostra con rigore, rispetto e profondità.
Il valore delle Forze Armate: disciplina, umanità, identità
La lettura di questo libro riaccende una consapevolezza che, nel dibattito pubblico italiano, rischia di sbiadire:il ruolo culturale e civile delle nostre Forze Armate.
Non sono solo strumenti di difesa:sono custodi di una tradizione di servizio, disciplina e sacrificio che ci appartiene come popolo.
Leggendo queste pagine, ritornano alla mente i tanti Alpini, Carabinieri, militari e volontari che ho incontrato negli anni.Persone che non fanno rumore, non chiedono riconoscimenti e vivono il dovere come normale espressione di amore per l’Italia.
E mi torna alla mente proprio Luigi Bertolli, che con semplicità e amicizia mi ha regalato questo libro con l’intento di far riaffiorare — ancora una volta — quella memoria che unisce e che educa. Grazie Luigi
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