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Industria 4.0 – L’esigenza di upskilling per le next generation

Aggiornamento: 26 lug 2022


Si sente ormai da tempo questo termine, tutti ne parlo, i grandi manager di industrie vogliono la trasformazione per la propria azienda, la politica incentiva generosamente, le banche deliberano velocemente considerevoli cifre, insomma sembra che il vento sia a favore... ma cos’è veramente industria 4.0? in sintesi non è altro che la quarta rivoluzione industriale; Termine coniato per indicare la digitalizzazione della produzione. Quattro principi di progettazione, che sfruttano i nove pilastri dell'Industria 4.0, stanno catalizzando la rivoluzione industriale dei nostri tempi.


Secondo il Boston Consulting Group i nove pilastri dell'Industria 4.0 sono: Robot collaborativi, manifattura additiva, realtà aumentata, simulazione, integrazioni digitali, industrial internet, cloud, cybersecurity e big data analytics. Il sistema paese è chiamato a capire queste esigenze e la loro urgenza, con dei forti investimenti per aumentare la qualità della formazione. La politica dovrà agire tanto sulla domanda quanto sull’offerta di formazione e per farlo sarà sempre più imprescindibile mettere insieme tutti gli attori del sistema formativo. Ma ora facciamo un passo indietro, anzi parecchi fino ad arrivare al 1700 l’anno in cui fu introdotta la macchina alimentata a combustibili fossili generando vapore causando un cambiamento radicale all’interno delle industrie, decretando l’inizio della Prima Rivoluzione Industriale. Il 1870 è l’anno che viene ricondotto all’inizio della seconda rivoluzione industriale, periodo in concomitanza nel quale elettricità, petrolio e prodotti chimici vengono adoperati nel contesto della fabbrica. La presenza di questi nuovi fattori produttivi rende possibile la produzione di massa di prodotti standardizzati. L’introduzione massiccia dell’elettricità consente lo sviluppo del settore informatico e delle telecomunicazioni nell’industria, passaggio che decreta l’inizio della terza rivoluzione industriale la quale, parte intorno al 1950. Questa rivoluzione, definita anche “rivoluzione digitale”, ha portato ad un’innovazione di processo estremamente importante in quanto ha reso possibile la presenza nelle fabbriche di impianti automatizzati governati da


nuove tecnologie avvalendosi di sistemi elettronici e dell’IT (Information Technology). La proliferazione di computer cambia non soltanto il modo di produrre, ma impatta anche sulle modalità di gestione amministrativa, contabile e finanziaria di un’azienda. Infine, giungiamo alla quarta rivoluzione industriale, ossia quella che stiamo vivendo in questi anni, una rivoluzione non ancora stampata sui libri di scuola ma con un potenziale ancora più notevole di quelle passate; Un vantaggio chiave della quarta rivoluzione industriale è la personalizzazione di massa ovvero la capacità di fornire prodotti personalizzati con tempi di consegna ragionevoli ed un volume ridotto di inquinanti in ambiente. Grazie al controllo del movimento intelligente e programmabile, può aiutarvi ad acquisire una maggiore efficienza nella personalizzazione di massa. Dunque nuove industrie e nuovi operatori, ai quali occorrono nuove competenze per trovare collocazione nel mondo del lavoro, la parola d’ordine è accademizzazione, in cui si mira al massimo livello di istruzione possibile indipendentemente dalle reali esigenze del mercato. Le skill indispensabili per i lavoratori del millennio devono essere sicuramente: Doti gestionali e organizzative, capacità di analisi, attitudine al problem solving, predisposizione al lavoro in team e una propensione al continuo aggiornamento.

Alle nuove imprese occorrono nuovi talenti!


FRANCESCO CARBONE



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