Torna l’ora solare: un’ora di sonno in più, ma quanto ci costa in energia? potrebbe essere forse anche l'ultimo

Il 25 ottobre sposteremo le lancette indietro di un’ora. Secondo i dati riportati da Terna, l’ora legale ha permesso all’Italia di risparmiare circa 300 milioni di kWh e oltre 90 milioni di euro. Numeri che meritano una riflessione.
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre tornerà l’ora solare. Alle tre del mattino le lancette si sposteranno indietro di un’ora: dormiremo sessanta minuti in più, ma le nostre giornate sembreranno improvvisamente più corte.
Un appuntamento che si ripete ogni anno e che siamo abituati a considerare una semplice questione di orologi. In realtà, dietro questo cambiamento si nasconde un tema ben più importante: il rapporto tra le nostre abitudini quotidiane, i consumi elettrici e il costo dell’energia.
300 milioni di kWh risparmiati: il valore dell’ora legale
Secondo i dati di Terna riportati in questi giorni, durante il periodo di ora legale il sistema elettrico nazionale ha beneficiato di un risparmio stimato di circa 300 milioni di kilowattora, corrispondenti a un vantaggio economico superiore a 90 milioni di euro.
Per comprendere meglio la dimensione di questo risultato, parliamo di una quantità di energia paragonabile al consumo elettrico annuale di circa 110.000 famiglie, ipotizzando un consumo medio di 2.700 kWh all'anno.
Un risultato ottenuto senza costruire nuove centrali, installare nuovi impianti o modificare le infrastrutture elettriche. Semplicemente sfruttando meglio la disponibilità della luce naturale nelle ore in cui le attività umane sono maggiormente concentrate.
Il principio è piuttosto semplice: durante l'ora legale, una maggiore disponibilità di luce nelle ore serali consente di ridurre parte dei consumi destinati all'illuminazione artificiale.
L'efficienza energetica parte anche dalle nostre abitudini
Siamo spesso portati a pensare che la transizione energetica dipenda esclusivamente dalle grandi infrastrutture, dalle fonti rinnovabili, dai sistemi di accumulo o dalle centrali nucleari di nuova generazione.
Tutti elementi fondamentali, certamente. Ma esiste anche un'altra componente, altrettanto importante: l'utilizzo intelligente dell'energia che abbiamo già a disposizione.
L'ora legale ne rappresenta un esempio concreto. Una modifica delle nostre abitudini collettive può produrre benefici misurabili sull'intero sistema elettrico nazionale.
Naturalmente, questo non significa che mantenere l'ora legale durante tutto l'anno garantirebbe automaticamente gli stessi risparmi. Durante i mesi invernali cambiano le ore di luce disponibili, le abitudini di consumo e le esigenze energetiche delle famiglie.
È quindi necessario distinguere i benefici effettivamente osservati dalle possibili conseguenze di un'eventuale modifica permanente dell'orario.

Risparmiare energia è importante. Produrla in modo competitivo lo è ancora di più.
Il dato più interessante, a mio avviso, riguarda però una questione più ampia.
L'Italia continua ad avere bisogno di un sistema energetico capace di garantire disponibilità, continuità e prezzi competitivi per famiglie e imprese.
L'efficienza energetica rappresenta uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo, ma non può sostituire una strategia industriale di lungo periodo.
Occorre continuare a investire nelle fonti rinnovabili, nell'ammodernamento delle reti e nello sviluppo del nucleare di nuova generazione, costruendo un sistema equilibrato e meno esposto alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Perché il kilowattora più conveniente è certamente quello che riusciamo a non consumare inutilmente. Ma quello di cui abbiamo bisogno deve poter essere prodotto a costi sostenibili, quando serve e nella quantità necessaria.
Una riflessione prima di spostare le lancette
Domenica mattina ci sveglieremo con un'ora di sonno in più e, probabilmente, con la consueta discussione sull'opportunità di abolire il cambio dell'ora.
Al di là delle preferenze personali, credo che questa ricorrenza possa rappresentare un'occasione per riflettere sul valore dell'energia.
Trecento milioni di kilowattora risparmiati ci ricordano che anche le scelte apparentemente più semplici possono produrre risultati significativi.
Ma ci ricordano soprattutto che l'energia non è soltanto una questione di bollette: è competitività, sviluppo industriale e autonomia nazionale.
E su questo, a differenza delle lancette, non possiamo permetterci di tornare indietro.
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