top of page

L’Italia sta davvero perdendo la sfida dell’auto elettrica? O, ancora una volta, sta scegliendo la strada più intelligente?



colonnina e bandiera italiana

C'è una narrazione che da mesi, forse da anni, ci viene ripetuta quasi come un mantra: l’Europa rincorre, la Cina domina, la Germania combatte, l’Italia… osserva.

Ma siamo davvero sicuri che le cose stiano così?Siamo davvero certi che il nostro Paese sia rimasto a guardare mentre il mondo corre verso la mobilità elettrica?Oppure, come spesso accade nella nostra storia industriale, l’Italia ha semplicemente scelto di giocare una partita diversa… e forse ancora più strategica?


I numeri, questa volta, meritano attenzione.

Secondo il più recente rapporto di New Automotive, in Europa e in Svizzera sono stati investiti quasi 200 miliardi di euro nell’ecosistema della mobilità elettrica: batterie, veicoli, componentistica, infrastrutture di ricarica.


Di questi:

  • 109 miliardi di euro sono stati destinati alla filiera delle batterie;

  • tra 23 e 46 miliardi di euro alle infrastrutture pubbliche di ricarica;

  • oltre 1 milione di punti di ricarica pubblici risultano già installati sul territorio europeo.


Numeri impressionanti. Numeri che raccontano una trasformazione industriale senza precedenti.

Ma la domanda vera è un’altra.


In questa gigantesca partita mondiale… dove si trova l’Italia?


La risposta potrebbe sorprendere molti.

Mentre la Germania prova a contendere alla Cina la leadership nella produzione delle automobili elettriche, l’Italia sta conquistando un terreno forse ancora più strategico: quello delle infrastrutture energetiche e dell’elettronica di potenza.

E qui, permettetemi di dirlo con orgoglio, il tricolore continua a farsi rispettare.

Il Nord Italia — dall’Alto Adige alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia — sta diventando uno dei poli più importanti d’Europa per la produzione di:

  • colonnine ultra-fast;

  • sistemi elettronici di conversione;

  • semiconduttori di potenza;

  • software di gestione energetica;

  • sistemi intelligenti per la ricarica ad alta efficienza.

Nomi come Alpitronic, ABB E-mobility e Stellantis dimostrano che il nostro sistema industriale non solo è presente… ma sta guidando segmenti cruciali della transizione.

E allora mi chiedo…

E se l’Italia non dovesse costruire “l’auto del futuro”… ma il sistema che la farà muovere?

Perché una colonnina ultra-fast non è semplicemente una colonnina.

Dentro quella tecnologia troviamo:

  • automazione industriale;

  • elettronica avanzata;

  • intelligenza artificiale;

  • gestione intelligente dei carichi;

  • dialogo continuo con la rete elettrica.

In poche parole: energia, tecnologia, visione industriale.

Esattamente ciò che il nostro Paese sa fare da generazioni.

Dopotutto, l’Italia è la patria di chi ha imparato a fare industria nei capannoni di provincia, nei distretti manifatturieri, nelle aziende familiari diventate multinazionali.

E allora la vera domanda che voglio lasciare ai lettori è questa:


Stiamo davvero rincorrendo il futuro… o, ancora una volta, lo stiamo costruendo in silenzio?

Perché forse il mondo guarda chi produce automobili…ma domani potrebbe dipendere da chi costruisce l’energia che le farà muovere.

E voi cosa ne pensate?

L’Italia può davvero diventare la “fabbrica europea” delle infrastrutture per la mobilità elettrica?Oppure stiamo ancora sottovalutando il potenziale del nostro sistema industriale?

Scrivetemelo nei commenti. Il confronto, quando parla di futuro, non è mai secondario.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione

Modulo di iscrizione

Il tuo modulo è stato inviato!

Tutto ciò che è riportato in questo sito web, documentazione, contenuti, testi, immagini, il logo, il lavoro artistico e la grafica sono di proprietà di Francesco Carbone, sono protetti dal diritto di autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contenuto o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso 
©2021 di Francesco Carbone · Tutti i diritti riservati

bottom of page