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PSG campione d’Europa ai rigori: una notte di calcio che è costata appena 12 centesimi


Giocatori del Paris Saint-Germain festeggiano la vittoria della Champions League ai calci di rigore, con analisi del costo energetico della finale stimato in 12 centesimi per telespettatore.

La finale di Champions League si è conclusa nel modo più emozionante possibile: dopo oltre due ore e mezza di gioco, il Paris Saint-Germain ha conquistato il trofeo ai calci di rigore, regalando ai tifosi una serata di sport, tensione e spettacolo fino all'ultimo tiro dal dischetto.

Milioni di appassionati hanno seguito la partita davanti alla televisione, vivendo minuto dopo minuto una sfida che si è protratta oltre i tempi regolamentari, passando dai supplementari fino alla lotteria dei rigori.

Ma oltre all'aspetto sportivo, da appassionato di energia mi ero posto una domanda curiosa nei giorni precedenti alla finale: quanto costa, dal punto di vista energetico, guardare una partita del genere?


La previsione si è avverata

Nei giorni scorsi avevamo analizzato uno studio realizzato dai ragazzi di Papernest Italia, che aveva stimato il costo energetico della finale in base alla sua durata.

Secondo lo studio, una partita conclusa nei 90 minuti avrebbe comportato un costo di circa 8 centesimi per una famiglia italiana dotata di un televisore moderno da 55-65 pollici.

In caso di tempi supplementari il costo sarebbe salito a circa 10 centesimi.

Se invece la finale fosse arrivata fino ai rigori, come effettivamente è accaduto, il costo energetico complessivo sarebbe stato di circa 12 centesimi.

Una cifra quasi simbolica. Meno di una monetina dimenticata nel portafoglio.


Quanto abbiamo consumato davvero?

Se il costo individuale è quasi irrilevante, il ragionamento cambia completamente quando si passa dalla singola abitazione all'intero Paese.

Lo studio di Papernest aveva ipotizzato circa 4 milioni di televisori accesi contemporaneamente in Italia.

I dati diffusi successivamente da Sky mostrano una previsione sorprendentemente accurata: la finale è stata seguita da oltre 2,5 milioni di spettatori unici sulle piattaforme Sky, ai quali si sono aggiunti circa 900 mila spettatori su TV8.

Parliamo quindi di circa 3,5 milioni di spettatori complessivi, un valore molto vicino alle stime iniziali.

Questo significa che milioni di schermi hanno consumato energia nello stesso momento, generando un effetto collettivo che merita attenzione.

È uno dei principi fondamentali dell'Energy Time Management: ciò che appare irrilevante a livello individuale può assumere dimensioni significative quando viene moltiplicato per milioni di persone.



La lezione energetica nascosta dietro una partita di calcio

Grafico sugli ascolti della finale di Champions League con oltre 2,5 milioni di spettatori Sky e circa 900 mila spettatori TV8, per un totale di circa 3,5 milioni di telespettatori.

La vera notizia non è che una finale di Champions costa 12 centesimi. La vera notizia è che milioni di piccoli consumi sincronizzati producono effetti concreti sulla rete elettrica nazionale. L'energia è un po' come il tifo in uno stadio. Una singola voce si sente poco. Decine di migliaia di voci diventano un boato. Allo stesso modo, pochi watt consumati in un appartamento sembrano insignificanti, ma milioni di apparecchi accesi contemporaneamente diventano un fenomeno energetico misurabile.

Per questo motivo è importante imparare a ragionare non soltanto sui consumi individuali, ma anche sugli effetti collettivi delle nostre abitudini quotidiane.


Calcio, passione ed energia

La vittoria del PSG ai rigori resterà negli archivi del calcio europeo come una finale combattuta fino all'ultimo secondo.

Per gli appassionati resteranno le emozioni, le parate decisive e i rigori che hanno assegnato il trofeo.

Per chi, come me, osserva il mondo anche attraverso la lente dell'energia, questa finale offre invece una curiosa lezione: una delle manifestazioni sportive più seguite al mondo è costata a ciascuno di noi appena 12 centesimi di elettricità.

Probabilmente molto meno della birra bevuta durante la partita e sicuramente meno dei popcorn consumati sul divano.

Un piccolo costo economico, una grande passione sportiva e un'interessante occasione per riflettere sul nostro rapporto quotidiano con l'energia.


Un ringraziamento a Papernest Italia

Desidero infine rivolgere un sincero ringraziamento ai ragazzi di Papernest Italia per l'interessante studio condotto, che ha permesso di trasformare una semplice curiosità calcistica in uno spunto di riflessione sui consumi energetici e sulla sostenibilità delle nostre abitudini quotidiane.

Perché spesso l'energia è proprio questo: rendere visibile ciò che normalmente passa inosservato.

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